Settembre 2026 | Lugano - International School of Switzerland Imparare a Vedere
Workshop di fotografia, osservazione e narrazione
Non vengo a insegnarvi a usare una macchina fotografica.
Vengo a proporvi qualcosa di più semplice e più difficile: fermarsi e guardare.
❋ Di cosa si tratta
Fotografare è un atto di meditazione. Non è un modo di dire: è ciò che faccio davvero quando lavoro.
La fotografia non nasce nello scatto. Nasce prima, nella pausa. Arrivo in un luogo, vedo una luce, uno sfondo, e mi fermo. Aspetto. La maggior parte delle persone fa il contrario: alza la macchina e scatta, scatta, scatta, sperando che tra cinquanta ne venga fuori una buona. Quello non è guardare. È inseguire. E chi insegue non vede niente.
In questo workshop non parliamo di tecnica. Parliamo di attenzione. La fotografia è solo lo strumento. Quello che alleniamo è fermarsi, guardare, aspettare, rispettare. Perché la bellezza, da sola, non basta: una foto può essere bella e non dire niente. Ciò che fa restare un'immagine non è la bellezza, è quello che trasmette. E per trasmettere, prima bisogna aver visto davvero.
❋ Per chi è
Per chiunque voglia imparare a guardare il mondo in un altro modo.
Non serve esperienza, non serve un'attrezzatura particolare. Basta uno smartphone o una macchina fotografica qualsiasi. Non è un corso per fotografi: è un corso per chi vuole rallentare, essere più presente, e scoprire che l'attenzione è una forma di rispetto — verso le cose, verso la luce, verso le persone, verso sé stessi.
La bellezza, da sola, non basta
I quattro incontri
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Imparare a fermarsi. Spegnere il nome che diamo alle cose e guardare un oggetto comune come se fosse la prima volta. Tra il mondo e l'immagine c'è qualcuno: lo sguardo di chi fotografa. Lo stile non si cerca fuori, copiando gli altri. È già dentro di voi.
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In fotografia, la luce è il personaggio principale. Non l'oggetto, non la persona, non il luogo: la luce. Una scena banale può diventare un'immagine forte solo perché la luce l'ha trasformata. Impariamo a cercare la luce prima del soggetto, e ad aspettare la luce giusta.
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Un ritratto non è l'immagine di qualcuno. È un momento di attenzione donato a un altro essere umano. Fotografare una persona vuol dire avvicinarsi, chiedere permesso, aspettare un sì, accettare un no. In un mondo di schermi, quel secondo di riconoscimento tra due persone vale molto.
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Giriamo la macchina, che per tre incontri ha guardato il mondo, e la puntiamo verso di noi. Non un selfie — il selfie è per mostrarsi. Un autoritratto è per abitarsi. È l'ultimo territorio in cui la fotografia è ancora soltanto nostra: nessuna macchina può vivere al posto vostro l'istante in cui vi guardate.
Dettagli pratici
Formato: 4 incontri settimanali, 2 ore ciascuno
Lingua: italiano
Gruppo: da 6 a 12 partecipanti
Sede: ISS — International School of Switzerland, Lugano
Periodo: a partire da metà settembre 2026, una volta a settimana,
probabilmente di giovedì (date e orario in conferma)
Prezzo prima edizione: CHF 315 a persona (invece di CHF 450)
Tra un incontro e l'altro è previsto un piccolo esercizio fotografico da svolgere autonomamente, alla luce del giorno. Non serve attrezzatura: basta uno smartphone o una macchina fotografica.
Il Quaderno dello Sguardo
Alla fine di ogni incontro, ognuno stampa una fotografia — qui, sul momento, su una stampante a disposizione in aula.
Finché una foto resta nel telefono, è solo un'immagine, un file tra diecimila, e sparisce con un dito. Quando viene stampata e la tieni in mano, diventa una fotografia, diventa reale. Nell'ultimo incontro, le quattro stampe — l'oggetto, la luce, l'incontro, voi — diventano una cosa sola: il vostro Quaderno dello Sguardo. Quattro fotografie, quattro modi di guardare, da portare a casa.
Prenotazione
I posti della prima edizione sono limitati a 12.
Vuoi riservare il tuo posto o ricevere maggiori informazioni? Lascia il tuo contatto e ti scriverò con le date definitive e tutti i dettagli.